NEWS / Guida Slow Food agli olii evo

Gli olii extravergine scelti da Slow Food

3 MAGGIO 2019 – PER QUESTA presentazione è stata scelta Trevi (Perugia), storicamente legata all’olivicoltura e oggi parte della fascia olivata Assisi – Spoleto, di recente inserita nei Sistemi del Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e candidata a Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Il programma

Negli spazi di Villa Fabbri l’intera giornata di domenica 5 maggio sarà dedicata all’olio e ai produttori, riuniti nel convegno di presentazione della guida e disponibili presso i banchi di degustazione e vendita fino alle 19.30.

Alle 13 a Bovara (Perugia) si può inoltre vedere l’olivo di Sant’Emiliano, una pianta maestosa con una circonferenza del tronco alla base di 9 metri, un’altezza di 5 metri e una circonferenza della chioma di oltre 8 metri, che recenti indagini con il radiocarbonio hanno confermato avere un’età intorno ai 1.800 anni, classificandosi così tra i più vecchi d’Italia. A partire dalle 16 apre l’Oil bar, dove è possibile imparare a degustare l’olio insieme agli esperti di Slow Food.

QUEST’ANNO la guida Slow Food ha selezionato 548 aziende e 750 oli di qualità, di cui 88 oli fanno parte del Presidio Slow Food dell’Olio Extravergine Italiano e provengono da oliveti di cultivar autoctone del territorio gestiti senza fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici. I trattamenti consentiti sono a basso impatto ambientale e garantiscono il residuo zero sul prodotto finale, mentre le lavorazioni sono tali da evitare l’erosione e gli smottamenti dei terreni. Per valorizzare il paesaggio olivicolo italiano ed evitare l’abbandono degli oliveti più antichi, il Presidio prevede che almeno l’80% delle piante abbia un’età minima di 100 anni. Infine, questi oli hanno l’etichetta narrante che ne racconta la storia, il territorio e il lavoro. Degli olii presenti nella guida, 327 sono certificati biologici.

La regione con il maggior numero di olii certificati è la Toscana, con ben 110 etichette, seguita dalla Puglia con 62 e dalla Sicilia con 52.

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