NEWS/ Leonardo e Pontormo, l’arte in cucina

6 MAGGIO 2019 – DA QUESTO suggestivo confronto, che di per sé vale una visita a Empoli, è nata un’altra suggestione. Questa, direi, tutta personale. Negli anni scorsi sono stati pubblicati due volumi che ripercorrono con rigore scientifico ed estro gastronomico le diete, e la cucina, di Leonardo Da Vinci e Jacopo Carrucci. “Leonardo non era vegetariano”, edito da Maschietto nel 2015, e “La tavola del Pontormo” , anche questo edito da Maschietto, ma nel 2014. Sono libri simili nell’ossatura, raccontano cosa c’era sulle tavole di questi grandi artisti e con buona probabilità dei loro contemporanei e si soffermano sull’analisi dei testi che entrambi hanno lasciato riguardo alle loro preferenze, agli acquisti di cibo, alla raffigurazione dell’atto del mangiare nei loro quadri. Ciò che li distingue profondamente sono le interpretazioni gastronomiche che una cerchia davvero eccellente di chef fa della loro cucina. Una carrellata che parte da Marco Stabile e arriva a Entiana Osmenzeza, passando per Enrico Panero, Stefano Pinciaroli, Vito Mollica, Sara Conforti… I piatti che propongono questi artisti della cucina sono semplici nel concetto, rigorosi nella preparazione e indimenticabili nell’effetto finale. Eppure si tratta di una cucina sostanzialmente “povera”, fatta con materie prime tipiche della tradizione gastronomica toscana e rinascimentale, che producono un risultato mai scontato o banale.

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